Le motivazioni 1999

Premio Hystrio all’interpretazione

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Laura Marinoni

Volontà ferrea, instancabile nella sua totale dedizione al teatro, dotata di rara sensibilità e di splendida presenza: è Laura Marinoni, una fra le poche attrici che, sulla scena italiana di oggi, sanno dimostrare una capacità interpretativa completa e matura, il cui naturale temperamento viene controllato continuamente dall’intelligenza critica. E questo viene dimostrato da uncurriculum che poche altre sue colleghe possono vantare. Un curriculum che spazia dai tragici greci a Marivaux, da Goldoni a Pirandello (memorabilela sua Figliastra), da Cechov a Eliot e giunge agli autori contemporanei, anche i più ostici come Pasolini (Orgia) e Testori affrontato, a dar superba dimostrazione anche delle sue eccellenti qualità vocali, conPassio Laetitiae et Felicitatis. Patroni Griffi e Strehler i primi a rivelarne le belle qualità drammatiche, successivamente messe in risalto da registi come Lavia, Castri, Sciaccaluga e Malosti. Su su fino a Hermanis e Latella che, dopo averla voluta protagonista ne Le lacrime amare di Petra von Kant di Fassbinder, le ha chiesto di calarsi nel personaggio estremo di Blanche di Un tram che si chiama desideriodi Williams, raggiungendo con esso vertici di bravura assoluti. Anche in seguito a questa ardua, straordinaria prova, meritassimo giunge a Laura Marinoni il Premio Hystrio all’interpretazione.

Premio Hystrio alla regia

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Antonio Latella

Il premio assegnato ad Antonio Latella vuole riconoscere non solo un percorso artistico altamente originale e denso di successi (l’ultimo ottenuto con una straordinaria messinscena di Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams), ma anche la capacità del regista campano di aver saputo creare nello spettatore una sensibilità nuova, particolare, fondata su una grande partecipazione emotiva. Latella ha riletto con un approccio sempre forte e urticante, anche in senso visivo, i grandi testi, a partire da Shakespeare. Basta pensare ai grandi pupazzi di Romeo e Giulietta, a quell’Amleto che si muoveva tra carriole da giardino, aRiccardo III agito en travesti o ancora a Stretta sorveglianza di Genet, strabordante di energia fisica come i successivi I negri eQuerelle. Anteprime, quelle prove, di spettacoli che poi sarebbero entrati negli annali. Come la trilogia dedicata a Pasolini (Pilade,Porcile e Bestia da stile) condotta con ritmo appassionato unito a ragionevolezza del cuore. Per arrivare ai più recenti Studio su MedeaLe lacrime amare di Petra von Kant[H]L_Dopa eDon Giovanni a cenar teco. Perché quello di Antonio Latella è il talento multiforme di un artista coraggioso, pronto a mettersi sempre in gioco, assumendosi oneri e onori di scelte non convenzionali, che lo hanno reso punto di riferimento imprescindibile della scena italiana e non solo.

Premio Hystrio alla drammaturgia

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Babilonia Teatri

È un po’ come quando fai ascoltare un cd di Marracash a tuo padre. Che ti guarda, poi scuote la testa e dice: «Ma non canta nemmeno, parla». Ecco. I Babilonia Teatri stanno alla prosa, come Marracash sta a Claudio Villa. Parlano, urlano, scandiscono le frasi come degli automi a braccetto. Insomma, fanno altro. E lo rifanno sempre meglio. Le rime baciate alla Franco Califano e lo slogan, le canzoncine dei bambini e l’invettiva, i rimandi al dialetto veneto e alla cultura pop: la loro drammaturgia è un flusso ininterrotto che arriva senza filtri. E ci piace. Anche per la qualità sempre più adulta di provarsi con tematiche scomode. Dove l’immediatezza della battuta, del gioco semantico, si unisce a una musicalità capace di sfumature dolorose, di ritornelli a mezzotono. The endrappresenta in questo forse il lavoro più compiuto, dopo i già fortunati made in italy,Pop Star e Pornobboy.Perché la consueta attitudine divertita alla parola e alle sue capacità di sorprendere si affianca a un’intimità meno urlata. A tratti commovente. Una scrittura in evoluzione, nelle forme (comunque riconoscibili), come nei contenuti. E che sia sulla carta che in scena, si pone come esempio “altro” all’interno delle scritture contemporanee. Per questi motivi, il Premio Hystrio alla Drammaturgia viene assegnato con meritato orgoglio a Babilonia Teatri.

Premio Hystrio-altre muse

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Teatri Abitati

Premio Hystrio-altre muse viene quest’anno assegnato a Teatri Abitati, il prezioso progetto di residenze teatrali della Regione Puglia realizzato dal Teatro Pubblico Pugliese con utilizzo di fondi Fesr. Un progetto che, attraverso la creazione di un circuito virtuoso tra compagnie teatrali “senza casa” ed enti locali proprietari di spazi non utilizzati, ha saputo sperimentare inediti modelli di sviluppo economico e sociale di un territorio attraverso le arti. E i notevoli risultati fino ad ora ottenuti dimostrano che non solo Teatri Abitati è riuscito a soddisfare la finalità per cui era nato, ma anche che il progetto è diventato ormai il modello di un diverso e più articolato modo di concepire la professionalità nel mondo della scena. Le compagnie sono state infatti chiamate a cimentarsi non solo sul versante della qualità del lavoro artistico, ma anche nel rapporto con le istituzioni e nell’affrontare sfide a livello organizzativo, come quella di formare una rete capace di assicurare un dialogo continuo tra i vari teatri e iniziative comuni rivolte anche oltre i limiti territoriali. Tutto questo sta avvenendo di pari passo con il fondamentale sforzo di creare nuovo pubblico, con una particolare attenzione verso le esigenze degli spettatori più giovani. Un’esperienza, quella di Teatri Abitati, che si è imposta all’attenzione nazionale come esempio da imitare.

Premio Hystrio-Provincia di Milano

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Teatro Ringhiera/Atir

Milano, 2 giugno 2012, Teatro Ringhiera, piazza Fabio Chiesa. L’intitolazione della piazza antistante al Teatro Ringhiera all’amico e compagno di viaggio tragicamente scomparso due anni fa è solo l’ultimo capitolo di una storia tenace e appassionata. Una storia che comincia nel 2007 quando la Compagnia Atir ottiene dal Comune di Milano quello spazio al Gratosoglio, quartiere non facile della periferia sud cittadina, e lì finalmente trova casa. Una sfida ardua. Non è un quartiere per teatranti. Ma l’Atir non è solo una compagnia teatrale. È un gruppo di persone che si innamora di un luogo e decide di abitarlo, iniziando un lento e difficile processo di condivisione con tutte le realtà che animano la zona. In cinque anni realizzano stagioni teatrali, festival, mostre, laboratori per anziani e per bambini, diversamente abili, ragazzi, drag queen, drag king e attori. Ma soprattutto aprono la loro “casa” a chiunque voglia partecipare e metterci qualcosa di proprio. Cinque anni di lavoro faticoso, dove non sono mancati i momenti di sconforto, ma che alla fine ha dato i suoi frutti. Oggi il TeatroRinghiera riceve più che meritatamente il Premio Hystrio-Provincia di Milano ed è un punto di riferimento fondamentale di quel quartiere, dove, in uno scambio fecondo di vitalità, anche la desolazione della piana asfaltata si è trasformata in un campo di fiori. Del cuore e dell’anima.

Premio Hystrio-Provincia di Milano

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Le Strade del Teatro

La decisione di assegnare al Festival Le Strade del Teatro di Abbiategrasso il Premio Hystrio-Provincia di Milano, destinato a una realtà che opera sul territorio, nasce dal fatto che, nel corso di questi anni, la rassegna è diventata un punto di riferimento sempre più importante nel panorama del teatro di strada e del teatro urbano nazionale. Sono molti, infatti, i nomi di fama internazionale che sono stati ospiti del festival: Theater Titanick, KTO, Dario Fo, Paolo Nani, Sarruga, Bread and Puppet, Teatro Nucleo, Cie Retouramont, La Salamandre, Karnavires, Teatro Potlach, Oplas Teatro –La Terra Nuova, I Folli, solo per citarne alcuni. Il festival, che si svolge nei mesi di maggio e giugno, ha tra le sue finalità, pienamente raggiunte, la diffusione della cultura teatrale edi quella del teatro urbano in particolare; la formazione di un pubblico più esperto e attento, ma anche di artisti che intendono aggiornarsi; la valorizzazione delle realtà artistiche e culturali locali, che possono confrontarsi con i professionisti. Il cartellone ospita spettacoli di elevata qualità artistica, adatti a tutte le età, presentati da artisti di fama internazionale. Ragioni, tutte queste, di insindacabile valore per cui Le Strade del Teatro riceve il Premio Hystrio-Provincia di Milano.

Premio Hystrio-Castel dei Mondi

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Menoventi

È il 2005 quando tre giovani, nati e cresciuti in diverse parti d’Italia ma affratellati dalla comune visione del teatro, fondanola compagnia Menoventi. ConsueloBattiston, Gianni Farina e Alessandro Miele scelgono un nome che è una temperatura – freddissima – e, allo stesso tempo, una metafora disponibile a essere riempita di significati sempre nuovi. I tre – autori, attori, registi, tecnici – intitolano il loro primo lavoro In festa, un breve apologo sulla solitudine e sul vuoto in cui siamo immersi. Seguono, a testimoniare una ricerca aperta a stimoli assai eterogenei, InvisibilMente – sul controllo cui, senza rendercene conto, sono sottoposte le nostre vite – e Semiramis, tratto dal dramma che Calderon de la Barca dedicò alla terribile imperatrice di Babilonia. Ci sono, ancora,Postilla, spettacolo per spettatore solo e il recente L’uomo della sabbia, un’originalissima interpretazione del “perturbante” creato da Hoffman. Infine, ultima espressione dello spirito eclettico e irrequieto della compagnia, il cortometraggio Perdere la faccia, realizzato con la collaborazione di Daniele Ciprì. Arguti, dissacranti, curiosi, fantasiosi, i Menoventi si aggiudicano il Premio Hystrio-Castel dei Mondi, dedicato a una giovane compagnia emergente e al percorso virtuoso con cui è stata capace di distinguersi.

Premio Hystrio-Teatro a Corte

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Duda Paiva

Il premio a Duda Paiva laurea il percorso coerente di un artista versatile, visionario, inquieto, a suo agio nelle forme più diverse della creazione spettacolare (video, danza, teatro di figura e gestuale), intrecciate in un universo caotico e insieme necessario che parla del nostro vivere quotidiano, dei nostri inconfessabili incubi, delle nostre pulsioni e fobie sessuali. I mostri generati dalla fertile fantasia di Duda irrompono sul palcoscenico paurosi e insieme esilaranti, repellenti e seduttivi, capaci di farci vedere il mondo alla rovescia, in un capovolgimento salutare di riferimenti e riconoscibilità. Il premio vuole anche mettere in risalto l’altissima qualità di una non comune abilità tecnica, di un magistero artigianale che è la via maestra per il traguardo del risultato artistico. Come i grandi marionettisti, infatti, Duda crea i suoi pupazzi con i materiali di sempre ammiccando al passato ma anche ai cartoon, al teatro e al cinema giapponese. E riesce ad animarli con l’armonia e l’intesa perfetta che c’è tra interpreti di uguale bravura in un unico, irresistibile spettacolo dal vivo. Duda è un artista che ha saputo portare la sua cultura di brasiliano vitale e irruente nell’Europa del Nord, riuscendo a incontrarsi felicemente con platee diverse e lontane, in una lingua universale capace di toccare le corde di una comune emozione umana.

Premio Hystrio alla Vocazione 2012

A seguito di attenta valutazione dei 64 candidati presenti alle selezioni finali, la giuria composta da Marco Bernardi, Ferdinando Bruni, Fabrizio Caleffi, Claudia Cannella, Monica Conti, Arturo Cirillo, Jurij Ferrini, Andrea Paolucci, Mario Perrotta, Lamberto Puggelli, Gilberto Santini ha deciso all’unanimità di assegnare il Premio Hystrio alla Vocazione 2012 superando la distinzione di genere. Come già accaduto in una precedente edizione “al femminile”, la commissione ha infatti riscontrato maggiore qualità, preparazione e originalità nei candidati maschili.

Per questa ragione i Premi Hystrio alla Vocazione 2012 sono stati così assegnati:

Primo Premio a Matthieu Pastore, ventitreenne, nato a Lione e neodiplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, gioca tra lingue e stili teatrali classico e contemporaneo con grande originalità e sorprendente uso della sua fisicità. Un Romeo inusuale ed emozionante a cui abbina un Copi surreale, da lui stesso tradotto usando il femminile con grazia e misura.

Secondo Premio ex aequo a Emmanuele Aita e Mauro Lamantia

Emmanuele Aita, nato a Palermo, ventinovenne, proveniente dalla Scuola del Teatro Stabile di Genova, ha esibito una solida consapevolezza dei propri mezzi, passando dal dramma allucinato di Ariel Dorfman, ne Lamorte e la fanciulla, alla ferocia e straniata ironia nell’attualissimo manager fallito di Top Dogs di Urs Widmer.

Mauro Lamantia, ventiduenne diplomato nel 2011 alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, ha convinto con scelte interpretative originali, reinventando personaggi e situazioni da un punto di vista personale e inusuale, usando una fisicità leggera e fantastica. Come nella scelta del monologo della Scolta, dall’Agamennone di Eschilo, nel frammento di In exitu di Giovanni Testori e, infine, nella canzone Via Broletto di Sergio Endrigo.

Accanto ai vincitori la giuria ha ritenuto opportuno segnalare, per il complesso delle loro performance e per l’efficacia dei brani proposti:

Elena Aimone, torinese diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Torino, per Annabella Whartondi Arnold Wekster, per il monologo finale da Una specie di Alaskadi Harold Pinter e per la canzone Do you love me like you kiss me di Connie Francis.

Valentina Cardinali, ventisei anni, diplomata presso la Scuola del Piccolo Teatro di Milano, per Sallinger di Bernard-Marie Koltès, Decadenze di Steven Berkoff, Mister Cellophane dal musical Chicago.

Daniele Fedeli, diciottenne di Tivoli, proveniente dalla Pre-selezione, per il Misantropo di Molière, il monologo Occhi gettati di Enzo Moscato e la poesia di Charles Bukowski, Come liberarsi dai puristi.

Premio Hystrio-Scritture di Scena_35

Le motivazioni dei tre testi segnalati

La Giuria del Premio Hystrio-Occhi di Scena_35 – composta da Marco Bernardi(presidente), Fabrizio Caleffi, Claudia Cannella, Giorgio Finamore, Renato Gabrielli,Roberto Rizzente e Diego Vincenti -, dopo ampia e minuziosa valutazione degli 82 copioni in concorso, ha scelto una rosa di 7 finalisti. Questi i titoli dei lavori:

Funziona meglio l’odio di Emanuele Aldrovandi,Notturno di Giorgio Bertolusso, La casa del sonno di Alessandra Comi, Plastic Doll di Ana Candida de Carvalho Carneiro, Reparto 17 di Michele di Vito, L’Italia s’è desta di Rosario Mastrota, Portami in un posto carino di Tobia Rossi.

Tra questi sette titoli, dopo rilettura e discussione approfondita, la Giuria è giunta alla conclusione che, a fronte di un aumento dei partecipanti rispetto allo scorso anno ma di una qualità forse inferiore dei testi presentati, non fosse opportuno assegnare il premio a un unico vincitore, ma di dare tre segnalazioni.

Segnalati al Premio Hystrio-Scritture di Scena_35 per l’edizione 2012 sono quindi risultati:

Funziona meglio l’odio di Emanuele Aldrovandi per l’affermazione, enunciata fin dal titolo, delle valenze espressive del sentimento-odio, sviluppate in un brillante dialogare che si esprime in un ping-pong di battute. Ma, se nella prima parte dialoghi e tempi teatrali sono strutturati con sapienza, nella seconda la tensione tende a perdere intensità, nonostante il tema forte e purtroppo sempre attuale della violenza sulle donne sia trattato con indubbia originalità.

La casa del sonno di Alessandra Comi per il coraggioso tentativo di emulare una scrittura allaRosencrantz e Guildenstern sono morti in un contesto dove l’evocazione di climi pinteriani si sovrappone al modello di Stoppard. Alla solidità dell’impianto strutturale manca semmai l’imprevedibilità di un intreccio che al piacere del testo di barthesiana memoria aggiunga occasioni sceniche dinamiche atte a reggere il gioco della rappresentazione.

Plastic Doll di Ana Candida de Carvalho Carneiro, di cui è stato unanimemente apprezzato lo smalto pop, rilevando tuttavia nella scrittura della vincitrice della scorsa edizione un incremento del “mestiere” a detrimento dell’originalità. La pirotecnica esibizione ditrash e trendy sostiene l’azione scenica e stimola l’attenzione, che però tende a smarrirsi in una indeterminatezza contenutistica, così come le maschere warholiane che identificano i personaggi rischiano di risultare un po’ datate pur nella loro efficacia scenica.