Le motivazioni 2001

I premi della rivista Hystrio ad artisti giovani ma già affermati della scena italiana (categorie interprete, regista, drammaturgia, altre muse) sono stati quest’anno così attribuiti.

 

Premio Hystrio all’interpretazione a Maddalena Crippa

Due eventi teatrali di rilievo hanno, nell’arco delle due ultime stagioni, confermato con altrettanta evidenza le grandi, versatili qualità interpretative di un’attrice che, dopo precoci esordi al Piccolo nel goldoniano Campiello, dà prova oggi di essere nel pieno della maturità artistica. I due eventi sono stati la riproposta di L’annaspo di Raffaele Orlando, dramma di forte impatto emotivo, giustamente dimenticato, sull’ Italia del dopo guerra e Sboom!, recital nostalgico e dissacrante, sul registro del neorealismo lirico di Zavattini, con testi e canzoni dei nostri anni ’60. Protagonista di entrambi gli allestimenti, in totale intesa con la regista Cristina Pezzoli, è stata Maddalena Crippa, attrice di formazione lombarda, interprete di forte personalità e di rigore assoluto, in grado di dare rilevo alle figure femminili del grande repertorio, da Shakespeare a Marivaux, da Ibsen a Cechov a Schnitzler e, in virtù delle sue qualità canore e liriche, di imporsi anche in ruoli spregiudicati nel teatro musicale, da Schönberg al canzoniere popolare italiano. Sono state fondamentali, nelle tappe della sua formazione, l’esperienze di lavoro con registi come Ronconi, Vitez, Castri e soprattutto Peter Stein nel cui Zio Vanja Maddalena Crippa – che ha al suo attivo numerose tournée all’estero – è stata una Elena applaudita a Mosca e premiata ad Edimburgo. Il Premio Hystrio per l’interpretazione a Maddalena Crippa va ad una prima donna che, siamo sicuri, darà ancora moltissimo alla scena italiana, oggi più che mai bisognosa di nuovi talenti.

 

Premio Hystrio alla regia a Monica Conti

In una stagione che è stata avara di eventi significativi Gianrico Tedeschi ci ha emozionati con una grande interpretazione di Minetti di Thomas Bernhard. Ma questo “canto del cigno” di un vecchio attore che sta pere entrare nel regno delle ombre non sarebbe stato struggente, e spietato nello stesso tempo, se l’occhio di una donna regista non avesse saputo esplorare fino in fondo l’asciutta pietà del testo di Bernhard, e non avesse ricostruito la scena di una solitudine esistenziale esorcizzata dal demone del teatro. Monica Conti, bresciana di formazione, all’esordio nell’89 al Crt con un travestimento faustiano di Edoardo Sanguineti, agli inizi anche attrice, diplomata in pianoforte, ha in questi anni firmato regie di impegno culturale elevato, di luminosa intelligenza dei testi, di accurate e analitiche ricostruzioni psicologiche e, quel che più conta, di vibranti sensibilità interpretative. Abbia diretto Roberto Trifirò in Godberg, Schnitzler o Dostoevskij, abbia affrontato Stretta sorveglianza, il testo rovente di Genet, al Metastasio di Prato o, sulla stessa scena, abbia composto un suo spettacolo sulle lettere di Emily Dickenson, senza parlare degli interventi su contemporanei, come Moaravia, dei suoi studi plautini a Sarsina, del suo laboratorio marchigiano intorno alla Montessori o delle sue prime escursioni nella lirica, le regie di Monica conti hanno sempre prodotto spettacoli di una compattezza armoniosa, dove la poesia, l’arte e la tecnica si sono trovate in felice equilibrio. Conferendo a Monica Conti il Premio Hystrio alla regia, la Giuria vuole anche sottolineare l’apporto prezioso, ormai irrinunciabile, della regia al femminile per il rinnovamento della scena nazionale.

 

Premio Hystrio alla drammaturgia a Roberto Cavosi

Il rifiuto e la denuncia dei mali della nostra epoca, dai conflitti etnici alla mafia, dal razzismo alle persecuzioni religiose, il superamento dei limiti di un teatro politico facendo leva sui sentimenti e le passioni di personaggi indagati nella loro umanità, infine il buon uso, presto consolidatosi, delle tecniche apprese negli anni di studio alla “Silvio D’Amico”, hanno permesso a Roberto Cavosi di collocarsi, in poco più di dieci anni di lavoro, nel plotone di testa della giovane drammaturgia italiana. Gli esordi di questo autore nato a Merano hanno avuto radici, a garanzia di autenticità, nella sua terra di origine, l’Alto Adige, favoriti dall’attenzione rivolta ai suoi testi dallo Stabile di Bolzano. Ma ben presto, dalla tematica di confine affrontata in Lauben, Ca’ de Bezzi o Viale Europa, Cavosi è passato ad applicare le cornici della storia e del mito a vicende di bruciante attualità nell’Italia d’oggi; e il risultato è stato Rosanero, dove la questione della Mafia era affrontata all’interno dell’univarso femminile, nei riverberi dell’antica tragedia: un testo vincitore del Premio Idi 1993 e portato sulle scene da Antonio Calenda, in seguito ancora ripreso con registi e interpreti importanti. Dopo aver scritto per la scena e la radio altri testi di denuncia e di impegno, con Le tentazioni di Erodiade Cavosi ha scritto un dramma di rottura, dove le tecniche del teatro totale convergono nella rappresentazione di un disordine epocale, nell’ambito di una famiglia dove ancora una volta richiami all’antica tragedia assumono i segni della contemporaneità, e il moralista descrive con spietata mente i mali dell’epoca. La Giuria del Premio Hystrio è lieta di conferire a Rpberto Cavosi il riconoscimento riservato alla nuova drammaturgia.

 

Premio Hystrio Altre Muse al MITTELFEST di Cividale del Friuli

Dal 1981, anno della sua prima edizione il Mittelfest propone a Cividate, nel cuore del Friuli, momenti di incontri d’Estate della cultura centro-europea nei settori del teatro, della musica, della danza e di altre forme di spettacolo. L’obiettivo resta quello indicato alla fine degli anni’80, quando l’apertura del dialogo tra l’Est e Ovest fece intravedere l’auspicato superamento delle divisioni fra le due Europe, sia politiche che economiche e culturali. Sostenuto dagli enti del territorio della Regione Friuli-Venezia Giulia, dopo una iniziale direzione pentagonale nella quale erano rappresentate , oltre all’Italia, l’Austria, la Cecoslovacchia, l’Ungheria e la Jugoslavia, il Mittelfest è diretto dal 1955 da Mimma Gallina, Giorgo Presburger e Carlo de Incontrera. Negli spazi apertisi con la caduta del Muro di Berlino, con una gestione tanto ricca di invenzioni progettuali quanto rigorosa; il Mittelfest ha continuato a tessere legami quanto mai preziosi nell’area mitteleuropea, ricostituendo il tessuto culturale lacerato dalle tragedie epocali del ‘900 e aiutando il superamento di nuove incombenti crisi, come quella dei balcani. Eventi di assoluto rilievo( come, via via nel decennio, le edizioni tematiche su Kafka, sulla Guerra e la Pace, su Pasolini, sulla saga danubiana dall’opera di Magris o sulla Praga Magica di Ripellino, fino alla ricostituzione, con un progetto triennale avviato nel ’99, delle antiche strade della civiltà europea: le vie dell’ambra, della seta e del sale) hanno fatto del Mittelfest, oggi capace di coinvolgere una ventina di etnie, una manifestazione unica nel panorama sbadatamente festivaliero delle rassegne d’estate. Per le suddete ragioni al Mittelfest, per la sua decennale missione di civiltà, viene assegnato il Premio Hystrio Altre Muse.

 

Premio alla vocazione – i vincitori

La giuria del Premio Hystrio alla Vocazione per giovani attori – che per la terza volta si sovlge al Teatro Litta di Milano, dopo otto edizioni tenutesi a Montegrotto Terme – era quest’anno composta da: Ugo Ronfani (presidente), Liselotte Agus, Marco Bernardi, Ferdinando Bruni, Antonio Calenda, Gaetano Callegaro, Claudia Cannella, Corrado d’Elia, Nanni Garella, Sergio Maifredi e Lucia Vasini. Hanno presentato domanda di audizione 160 aspiranti attori provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno frequentato o frequentano le maggiori scuole di recitazione nazionali o che, provenienti da scuole di formazione locali, o autodidatti, sono stati valutati attraverso preselezioni svoltesi al Teatro Libero di Milano il 14-15-16 giugno. Le selezioni finali, si sono svolte invece il 21-22-23 giugno al Teatro Litta di Milano e la giuria, riunitasi a deliberare ad audizioni concluse, ha ritenuto di dover fermare la propria attenzione sui seguenti candidati: Tania Benazzo, Adriano Braidotti, Biagio Forestieri, Julia Hillebrand, Mercedes Martini, Angela Ricciardi, Giampiero Schiano Lomoriello, Cinzia Spanò, Simone Toni, Monalisa Verhoven, Nicole Vignola, Sara Zoia.La giuria ha deciso, unanime, di assegnare i Premi Hystrio alla Vocazione, consistenti in due borse di studio da tre milioni ciascuna, a tre candidati con un ex aequo nella sezione femminile.

Questi i vincitori dell’edizione 2001:

Adriano Braidotti, Cinzia Spanò e Sara Zoia.

La Borsa di studio Gianni Agus è andata invece a Tania Benazzo.

Adriano Braidotti. Con il monologo di Puck dal Sogno di una notte di mezza estate Adriano Braidotti – proveniente dalla Scuola di Teatro di Bologna – ha saputo rendere con estrosa levità, e un felice rapporto fra gestualità e vocalità, l’effervescente natura dell’ameno personaggio delle fèerie shakesperiana; e nel rappresentare l’eccentrico e maniacale Arthur di Confusioni di Ayckbourn, ha confermato di saper disegnare con verve e ironia ruoli non convenzionali di surreale godibilità.

Cinzia Spanò e Sara Zoia ex aequo; Uscita dall’Accademia dei Filodrammatici, La Spanò si è presentata interpretando, senza concessioni di maniera, e con efficace tensione interiore, la figura smarrita e tormentata di Yerma dal dramma omonimo di Garcia Lorca; e in un monologo di Simonetta ha dato prova di versatilità anche nel genere umoristico.

Sara Zoia, formatasi alla Scuola del Piccolo Teatro, dopo aver dato umana intensità al dramma della moglie ebrea in Terrore e miseria del Terzo Reich di Brecht , ha saputo cogliere con una caratterizzazione arguta, raggiunta con personali mezzi espressivi, la condizione tragicomica di una casalinga prigioniera delle convenzioni familiari e sociali, nel testo Una donna sola di Dario Fo e Franca Rame.Tania Benazzo. La Borsa di studio Gianni Agus, messa annualmente a disposizione dalla Famiglia Agus, in memoria del grande attore, è stata attribuita quest’anno a Tania Benazzo, 19 anni, di Genova, che con un brano tra il nostalgico e l’ironico dalle Piccole cose di Stefano Benni, e nella Canzone delle cose morte di Ettore Petrolini, esilarante pastiche di comiche citazioni parodiate, calembour e ammiccamenti satirici, si è rivelata interprete dotata di verve e di colorite variazioni anche gestuali.La giuria ha ritenuto inoltre meritevoli di segnalazione, i seguenti candidati: Biagio Forestieri, Mercedes Martini, Giampiero Schiano Lomoriello, Monalisa Verhoven e Nicole Vignola.